Intervento di protesi d’anca: cosa mi aspetta?

L’intervento di impianto di una protesi d’anca fa ormai parte dell’attuale routine ortopedica, tuttavia per il paziente rappresenta inevitabilmente un momento di preoccupazione e di incertezza riguardo il percorso che dovrà affrontare. Presentare i principali passi del percorso che lo porterà al recupero articolare potrà servire ad affrontare più serenamente e consapevolmente l’intervento.

Intervento di protesi d’anca: come prepararsi al meglio

Una volta effettuata la visita specialistica ortopedica e confermata l’indicazione ad una sostituzione articolare d’anca con una protesi totale, dovrà trascorrere un inevitabile più o meno lungo periodo di attesa prima dell’intervento.

Prima dell’intervento di protesi d’anca: aggiustare la dieta

Questo periodo può essere sfruttato per arrivare nelle migliori condizioni al giorno del ricovero. La dieta dovrà essere regolata, mai priva di proteine utili per dare sostegno ai muscoli, ricca di acqua, con un adeguato apporto di calcio, eventualmente integrata soprattutto con vitamina D. Il paziente in sovrappeso, o addirittura obeso, dovrà imporsi una dieta ipocalorica che consenta almeno parzialmente lo smaltimento dei chili in eccesso, riducendo così i rischi operatori notoriamente legati all’eccesso di massa corporea grassa.

Prima dell’intervento di protesi anca: tonificazione muscolare

Sempre in questo periodo di attesa, il paziente si impegnerà cercando di migliorare la muscolatura e addestrandosi ad affrontare il recupero funzionale postoperatorio. In questa fase, compatibilmente con la sintomatologia dolorosa e le rigidità articolari sofferte, è ideale praticare quotidianamente cyclette per 20 minuti 2 volte al giorno. Anche esercizi di tonificazione del muscolo quadricipite sono molto importanti e possono essere rappresentati da semplici contrazioni del quadricipite, cioè:

  • fare “dura” la coscia per 5 secondi distesi sul letto, ripetendo la contrazione per 10 volte di seguito, per 10 serie consecutive, 3 volte al giorno;
  • esercizi di estensione del ginocchio contro modesta resistenza: elastico, peso a bracciale, opposizione manuale;
  • restando seduti con le gambe fuori dal letto, per 3 serie al giorno di almeno 20 estensioni ciascuna.

Se la limitazione articolare non lo impedisce, si cercherà di tonificare anche il muscolo medio gluteo, particolarmente importante nella fase di appoggio su un solo piede:

  • disteso supino sul letto, il paziente passerà da arti inferiori allineati alla divaricazione possibile dell’arto interessato, ripetendo questo movimento più volte.
  • una volta allenato il muscolo, si potrà eseguire la divaricazione dell’arto da operare partendo da posizione distesa sul fianco opposto, esercizio più impegnativo perché contro gravità, ma più efficace per il muscolo. La mano di un fisioterapista, o più semplicemente di un famigliare, potrà aiutare il movimento all’inizio.

Sarebbe ideale che il paziente fosse addestrato da parte di un fisioterapista nel compiere esercizi corretti, affinché siano più produttivi dal punto di vista muscolare senza caricare eccessivamente l’articolazione malata. In questo periodo potrà anche prendere confidenza con l’impiego delle stampelle e con i principali cambi posturali che dovrà sfruttare nell’immediato postoperatorio, imparando come alzarsi dal letto, come sedersi, come alzarsi da seduto; il tutto in sicurezza da cadute accidentali.

Prima dell’intervento di protesi anca: preparare la casa

Sarà anche il momento di preparare la casa al futuro rientro dal periodo di ricovero. Andranno temporaneamente eliminati tappeti e tappetini, evitata la cera sui pavimenti, spostati eventuali mobili che ostacolino i principali passaggi. Ci si procurerà una seggiola non troppo bassa e con braccioli, molto utili nel momento di sedersi e di alzarsi facendo forza sulle braccia. Particolare attenzione andrà posta alla sala da bagno, procurandosi un alza-water da applicare facilmente sul sanitario wc, applicando a parete un maniglione di presa da sfruttare alzandosi, mentre il pavimento della doccia dovrà essere dotato di un fondo antiscivolo.

Prima dell’intervento di protesi anca: cura personale

Per ridurre al minimo il rischio di infezioni chirurgiche, sarà importante estinguere ogni possibile fonte di disseminazione batterica, come ascessi dentali, cistiti, dermatiti batteriche o da funghi (per esempio irritazioni inguinali e genitali), cercare di ridurre le manifestazioni psoriasiche in sede di incisione, curare ulcere e aree di distrofia cutanea agli arti inferiori. I giorni prima dell’intervento le unghie dei piedi andranno accorciate e ben deterse, così come per gli spazi interdigitali.

Prima dell’intervento di protesi anca: il ricovero

Arrivato il momento del ricovero, il paziente sarà convocato per sottoporsi agli esami preoperatori, alla rivalutazione ortopedica e alla visita anestesiologica. Nei giorni precedenti sarà cura del paziente raccogliere e ordinare in una carpetta la propria documentazione sanitaria pregressa e relativa all’intervento da affrontare. Completata la preparazione, al paziente sarà comunicata la data dell’intervento con adeguato anticipo ed entrerà ricoverato la sera precedente.

Il giorno prima dell’intervento il paziente non dovrà esporsi a rischio di affezioni respiratorie e trascorrere una giornata tranquilla. Prima di partire alla volta dell’ospedale deve fare una doccia, detergendosi con un sapone antibatterico, mentre la depilazione dell’area di accesso chirurgico verrà effettuata dal personale addetto, poco prima dell’intervento, per evitare che piccole ferite conseguenti all’azione depilatoria possano favorire una colonizzazione batterica. Ovviamente molte di queste indicazioni saranno dettagliatamente fornite al momento del pre-ricovero da parte del personale sanitario.

Il giorno dell’intervento di protesi anca

Trasportato nel blocco operatorio, il paziente verrà cordialmente accolto e rassicurato dal personale sanitario e, dopo poche ore, completato l’intervento e l’immediata osservazione postoperatoria, farà ritorno nel proprio letto. Nel caso si rendesse necessario un controllo postoperatorio più stretto, esigenza generalmente anticipata dal medico anestesista, potrebbe trascorrere la prima notte in terapia intensiva postoperatoria (TIPO), per rientrare in reparto appena possibile. Nella maggior parte dei casi, il dolore postoperatorio è molto contenuto e ben controllato dai farmaci analgesici. Questo aspetto è molto importante nell’ottica della chirurgia moderna, che dovrebbe essere “senza dolore” o, quantomeno, con la minor sofferenza possibile.

Dopo l’intervento di protesi d’anca

Il giorno successivo sarà il momento di mettersi seduto, di iniziare ad alzarsi e camminare con l’aiuto di un carrello deambulatore, passando poi rapidamente a due stampelle. Ovviamente questa fase di ripresa sarà più o meno rapida a seconda della gravità dell’artrosi e della tipologia di intervento. Dopo una media di 4-5 giorni dall’intervento, potrà avvenire la dimissione, o verso il domicilio, con l’aiuto di un fisioterapista, o per proseguire il ricovero presso un centro di riabilitazione presente sul territorio, per un periodo abitualmente di due settimane. La rimozione della sutura della ferita avviene dopo due settimane, il primo controllo radiografico dopo un mese. A questo punto, constatata un’evoluzione regolare, si potranno abbandonare prima una e poi entrambe le stampelle, iniziando la seconda fase riabilitativa, finalizzata al recupero totale dell’articolazione, della muscolatura e delle abituali attività, quali guidare l’automobile, riprendere il lavoro fisicamente meno impegnativo, recuperare la socialità.

Ad ogni modo, ognuna delle figure coinvolte, dal chirurgo ortopedico all’operatore sanitario passando per il medico fisiatra e il fisioterapista, sarà in grado di rispondere ad eventuali dubbi di carattere pratico e preoccupazioni legate all’intervento di protesi totale d’anca e accompagnare il paziente lungo tutto il percorso nel modo più professionale possibile.

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